Oggi rispondiamo a questo https://www.facebook.com/share/v/1KxDEwZ3x4/
e https://www.instagram.com/p/DX-G3bZt0dl/
Buongiorno, mi scusi l’intrusione sul profilo.
Le scrivo perché, dopo aver sentito alcuni clienti citare il contenuto del suo video, credo sia utile fare una puntualizzazione. Non con intento polemico, ma per una riflessione critica e costruttiva.
Ho letto anche l’articolo collegato e, sinceramente, lo trovo molto più equilibrato del video. L’articolo prova a distinguere i diversi piani: adolescenti, non fumatori, persone con asma, allergie respiratorie, aromi, nicotina, metalli, EVALI e riduzione del danno. Si può discutere qualche passaggio, ma almeno c’è il tentativo di spiegare e contestualizzare.
Il video invece, almeno per come arriva a chi ascolta, rischia di essere molto meno preciso. E questo secondo me è un problema serio, perché oggi molte persone non leggono l’articolo completo: ascoltano il video, leggono il titolo, prendono una frase forte e si fanno un’idea e fan scattare l'alibi del fumatore.
Il punto non è dire che lo svapo sia innocuo. Non lo è. Non è aria di montagna, non è una cosa da consigliare a una persona soprattutto se adolescente che non fuma, né a una persona con asma o problemi respiratori. Su questo sono d’accordo.
Però c’è una differenza enorme tra dire “lo svapo non è innocuo” e far passare il messaggio “svapare è uguale o peggio che fumare”.
Perché quello che molte persone capiscono dai video non è: “attenzione, lo svapo ha dei rischi e va contestualizzato”.
Quello che capiscono è: “tanto è tutto uguale, allora torno alla sigaretta”.
E questo, per chi ha a che fare ogni giorno con fumatori ed ex fumatori, non è un rischio teorico. Succede davvero.
Parlo anche per esperienza personale. Io sono passato da quattro pacchetti al giorno allo svapo e svapo da 14 anni. Ne ho fatto anche il mio lavoro proprio perché, nel mio percorso, lo svapo è stato lo strumento che mi ha permesso di uscire dal fumo combusto..mi ha ridato la vita. Eppure, ancora oggi, dopo 14 anni, mi capita di sognare la sigaretta.
Questo dovrebbe far capire quanto sia forte il legame con il fumo tradizionale. Non è solo nicotina. È abitudine, memoria, gesto, dipendenza, psicologia.
E non parlo solo della mia esperienza. Parlo anche di quello che vedo ogni giorno con migliaia di clienti. Dopo certi video, non dopo gli articoli completi, ma dopo video o titoli molto allarmistici, una parte di persone torna alla sigaretta vera. Magari non tutti, magari non la maggioranza, ma abbastanza da non poter liquidare il problema come teorico. Nel 2019 con la storia di EVALI si parla di un 20% che era tornato da ecig a sigaretta tradizionale. La medesima cosa capita ogni volta che esce un TITOLONE o un video (non il 20% ma almeno il 5/8% torna a fumare le puzzone)
La frase che sento è spesso questa: “Se devo morire lo stesso, almeno muoio con la sigaretta che mi piace di più”.
È una frase sbagliata, certo. Ma è reale.
Ed è proprio per questo che la comunicazione deve essere precisissima. Perché il fumatore non riceve questi messaggi come una persona neutra che valuta serenamente pro e contro. Spesso è una persona che combatte ogni giorno con una dipendenza e che cerca anche solo un appiglio per giustificare una ricaduta.
Se gli diamo l’idea che sigaretta tradizionale e sigaretta elettronica siano la stessa cosa, molti non scelgono di smettere del tutto. Scelgono di tornare alla combustione.
E lì il danno aumenta, non diminuisce.
Lei può giustamente dire che non è questo il messaggio che voleva dare. Il problema però è il messaggio che arriva. E spesso, nella pratica, il messaggio che arriva è molto più semplice e pericoloso: “svapo o sigaretta, tanto è uguale”.
Sul piano tecnico, alcune frasi del video rischiano di essere troppo semplificate. Dire che può contenere sostanze irritanti è corretto.
Ma far passare il concetto “riscaldo glicerina e glicole, quindi produco formaldeide, diacetile ed EVALI” è troppo lineare e rischia di essere fuorviante.
La formazione di certe sostanze dipende da temperatura, potenza, dispositivo, stato della resistenza, liquido, aroma, uso scorretto, coil degradata o condizioni di surriscaldamento. Non è una conseguenza automatica e uguale per tutti.
Da 3 anni a questa parte, lasciando da parte la vera schifezza del mercato e cioè le USA E GETTA CINESI con aromatizzazioni esasperate, materia prima sconosciuta, sali di nicotina che ha ben dichiarato nell'articolo, ci sono sistemi meno impattanti a livello di “temperature”. Fino al 2020 circa abbiamo usato sistemi che scaldavano parecchio con coil anche in NI80.. ora è tutto più rispettoso se pur non sano al 100% come ognuno di noi dichiara. Sul sano, nessuno dice che è sano. Ma siamo sempre molto molto molto meno, studi alla mano, di una sigaretta o di una sigaretta senza combustione tipo iqos o roba simile dove viene comunque usato il tabacco pieno di polonio, fertilizzanti e tante altre schifezze.
Torniamo a noi... il diacetile non è semplicemente “la glicerina che diventa diacetile”. Non è così.
È un problema legato ad alcuni aromi, contaminazioni o formulazioni specifiche. Quindi sì, va controllato, va evitato e va spiegato. Ma va spiegato correttamente.
Stesso discorso per l’EVALI. È giustissimo parlarne, perché è stato un evento grave e importante. Però va spiegato bene. L’ondata di EVALI negli Stati Uniti è stata collegata a prodotti contenenti THC adulterati, spesso provenienti da mercati non regolati, con un ruolo importante dell’acetato di vitamina E.
Questo non significa che il tema sia irrilevante. Anzi: dimostra quanto possa essere pericoloso inalare sostanze non adatte, prodotti non controllati o liquidi di provenienza incerta.
Ma raccontarla come se “sigaretta elettronica = EVALI” non è corretto.
È un po’ come dire “siringa = droga”. No: il mezzo conta, ma conta anche cosa ci metti dentro, da dove arriva, come viene usato e in quale contesto.
Anche sull’asma sono d’accordo nel principio: chi ha asma, allergie respiratorie o iperreattività bronchiale dovrebbe evitare di inalare aerosol irritanti e dovrebbe parlarne con il medico. Però anche qui bisogna distinguere.
Non tutti i liquidi, non tutti gli aromi, non tutti i dispositivi e non tutti gli usi sono uguali. È molto più utile dire: attenzione agli aromi molto intensi, attenzione ai mentolati se danno fastidio o aumentano tosse e irritazione, attenzione ai prodotti non controllati, attenzione alla potenza, attenzione ai sintomi respiratori, attenzione se si è asmatici non svapate ma NON FUMATE, non che distruggo la ecig a favore della sigaretta tradizionale (cosa che non ha assolutamente detto ma da chi ha esperienza vissuta, questo purtroppo è ciò che arriva al fumatore in cerca di alibi).
Dire invece in modo generico “svapo uguale danno polmonare grave” spaventa, ma non educa.
E il problema è che la paura, quando è comunicata male, spesso produce l’effetto contrario.
Io non sto difendendo lo svapo come se fosse innocuo. Sto difendendo la differenza tra rischio e rischio. Sto difendendo il concetto di riduzione del danno.
Sto dicendo che per un ragazzo che non fuma la scelta migliore è non iniziare proprio.
Per una persona con asma la scelta migliore è parlarne con il medico e fare molta attenzione.
Per un fumatore adulto, invece, la scelta migliore è smettere del tutto; ma se l’alternativa reale è tra svapare con prodotti regolati e tornare alla sigaretta combustibile, allora bisogna stare molto attenti a non mandare il messaggio sbagliato.
Perché “non innocuo” non significa “uguale alla sigaretta”.
“Può contenere sostanze irritanti” non significa “ti causa automaticamente EVALI”.
“Alcuni aromi possono essere problematici” non significa “ogni liquido è ugualmente pericoloso”.
“Meglio non inalare nulla” non significa “allora tanto vale fumare tabacco combusto”.
Secondo me l’articolo riesce abbastanza a mantenere queste distinzioni. Il video, invece, rischia di perderle. E purtroppo oggi il video, come i titoli, pesa più dell’articolo, perché la gente ascolta molto più di quanto legga.
Quindi la mia critica non è alla prevenzione. È al modo in cui viene comunicata.
La prevenzione fatta bene dovrebbe dire chiaramente ai ragazzi e ai non fumatori: non iniziate.
Capisco che il suo messaggio era per i neo aspiranti fumatori o svapatori, ma casualmente ci si dimenta sempre di ciò che hanno in testa i ragazzi. O fumano o svapano. Se gli distruggo la ecig (demoniziamo le usa e getta in primis e qui son d accordo) loro fumano.
Facciamo informazione a 360 gradi cercando di capire cosa vogliono purtroppo loro. Capisco il suo intento ma purtroppo
E dovrebbe dire ai fumatori adulti: smettere del tutto è la cosa migliore, ma non confondete la sigaretta elettronica con la sigaretta combustibile, perché non sono la stessa cosa.
Se invece il messaggio che passa è “svapo o sigaretta, tanto è uguale”, una parte delle persone tornerà a fumare. Io questo lo vedo nella pratica, non nella teoria.
E quando una comunicazione spinge anche solo una parte di ex fumatori a rimettersi la sigaretta in bocca, allora non sta riducendo il danno: rischia di aumentarlo.
Questo è il punto che secondo me andrebbe preso sul serio. Non per difendere lo svapo a prescindere, ma per difendere una comunicazione sanitaria più precisa, più utile e meno fraintendibile.
Mi è piaciuto molto un suo intervento su instagram dove spiega perchè non ha parlato di raffronto reale...però fate tutti così e il risultato è sempre il solito... parlo di chi riceve il messaggio= no ecig SI FUMO CANCEROGENO
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Risposta MOLTO PRECISA, SERIA e PROFESSIONALE...una persona Seria a mio giudizio. Ecco la risposta