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7 negozi era

Leggi l’articolo di Marina Lombardi – Apre a Sarzana il nuovo negozio Svapocafè, il secondo in città e il settimo dal 2015. La storia di Cristiano Gatti, del marchio SvapoCafè e di un percorso nato nel 2013 per offrire ai fumatori un’alternativa concreta alla sigaretta tradizionale..

7 negozi era

Leggi l’articolo di Marina Lombardi – Apre a Sarzana il nuovo negozio SvapoCafè, il secondo in città e il settimo dal 2015.

Tutto ciò è stato possibile perché Cristiano Gatti, suo malgrado, fondatore del marchio, ha dovuto smettere di fumare nel 2013. L’abbiamo intervistato per conoscere la sua storia e avere da lui qualche delucidazione su questo settore che dal 2010 sta prendendo campo nonostante difficoltà e contraddizioni.

Una storia iniziata da un’esperienza personale

Una sigaretta dopo il caffè ed inizia la giornata. Ma per i fumatori è solo la prima di tante. Un vizio, un’abitudine, una vera e propria dipendenza che danneggia la salute. Smettere di fumare è da sempre una delle sfide che molti si prefiggono e che molti altri rimandano nel tempo, pensando che arrivi un momento giusto.

Forse perché i danni sul proprio corpo non sono immediatamente tangibili, ma si presentano col tempo, la motivazione a smettere è spesso troppo debole.

Da oltre 14 anni si è sviluppato un mercato alternativo al tabacco tradizionale: quello della sigaretta elettronica. SvapoCafè, come altri marchi del settore, propone una serie di prodotti destinati a chi desidera trovare un’alternativa alla classica sigaretta con tabacco, accompagnata da un livello di assistenza al cliente studiato per rispondere alle esigenze di ogni persona.

Dal 2015, dopo una prima esperienza nella vendita online, l’azienda ha aperto il suo primo negozio a Castelnuovo Magra e conta oggi cinque negozi nella provincia spezzina e altri due in Toscana, per un totale di 15 dipendenti, di cui 10 donne e 5 uomini.

“Siamo una quota rosa – afferma con orgoglio Cristiano Gatti, fondatore dell’azienda – una delle poche che c’è nelle aziende attorno a noi, in un settore che fino a pochissimi anni fa era rappresentato soprattutto da presenze maschili. Abbiamo tutti contratti a tempo indeterminato, a parte due che sono appena arrivati e stanno conoscendo questo particolare e non semplice settore”.

Dal 2013 a oggi: il percorso di Cristiano Gatti

Quella dell’utilizzo della sigaretta elettronica è una delle battaglie più dibattute degli ultimi anni. Per Cristiano rappresenta invece un aiuto fondamentale.

“Fino all’11/11/2013 fumavo quasi quattro pacchetti di sigarette al giorno – racconta – dopo una settimana di angherie e di visite al pronto soccorso ho deciso di entrare in un negozio di svapo per provare ad acquistare uno di questi prodotti.”

L’inizio non è stato semplice. Trovare la giusta dose di nicotina, il liquido adatto e il device corretto era allora molto più difficile rispetto a oggi.

“L’inizio è stato difficile perché non riuscivo a trovare la giusta dose di nicotina, il giusto liquido, il giusto device. Dopo settimane di ricerca accanita, solo in un negozio sono riuscito a trovare quasi il giusto prodotto… erano altri tempi e altre tecnologie”.

Da quel momento Cristiano ha iniziato a studiare a fondo questo mondo, con una convinzione chiara:

“Io so cosa voglio e cosa vogliono i fumatori”.

Un’impresa tutt’altro che semplice, soprattutto in un mercato che, a livello burocratico ed economico, incontra ancora numerose difficoltà. Ma questo non lo ha fermato.

Non solo business, ma una missione

Cristiano e sua moglie Barbara hanno dato vita a un progetto che non riguarda soltanto il profitto, ma anche una vera e propria missione. Nel mercato italiano, questo approccio è ancora troppo spesso sottovalutato.

Probabilmente perché l’attaccamento ai tabacchi è ormai un’abitudine culturale, oppure perché tutto ciò che non si conosce abbastanza finisce per spaventare. Eppure i danni del fumo tradizionale sono ben noti.

L’alternativa proposta dal settore dello svapo, invece, si basa su tecniche che al momento non presentano problematiche paragonabili a quelle della combustione del tabacco e alle malattie che ne derivano.

“I liquidi made in Italy, quelli che vendiamo noi e che produciamo, sono composti da Glicerina Vegetale (VG) e Glicole Propilenico (PG), con o senza aggiunta di Nicotina, e Aromi di produzione italiana. Tra questi, oltre la nicotina che come sappiamo crea dipendenza, l’unica cosa che potrebbe portare qualche problema, se proprio vogliamo trovare dei difetti, possiamo dire che sono gli aromi se trattati in modo sbagliato e sovradosati. Ma questo mercato è per fortuna strettamente regolamentato e spero sempre più verificato”.

Disinformazione e falsi allarmi

Nel corso degli anni non sono mancate notizie che hanno spaventato i fumatori e allontanato molte persone dall’idea di considerare un’alternativa. Una delle più note è stata quella del 2019 sui presunti casi di “morti per la sigaretta elettronica”.

“Nessuno però ha spiegato fino in fondo il perché di quella strana vicenda che avvenne negli USA e che ci fece passare da assassini creando gravi diminuzioni di mercato – spiega Cristiano – all’interno della sigaretta elettronica fu inserito un liquido dannoso per la salute e autoprodotto con aggiunta di Tetraidrocannabinolo (THC) e vitamina E, causando gravi danni ai polmoni. La colpa quindi non era della sigaretta elettronica ma del liquido inserito all’interno”.

Per questo motivo, SvapoCafè sottolinea da sempre l’importanza di utilizzare soltanto prodotti chiusi, certificati e conformi alla normativa.

“Noi abbiamo solo prodotti 100% italiani, chiusi e secondo tutte le norme di legge. Il nostro settore è debole, delicato e giornalmente ci confrontiamo con gli stessi clienti, secondo disposizioni della legge italiana e del Monopolio di Stato, invitandoli ad acquistare sempre e solo liquidi chiusi e non accettare prodotti che vengono manualmente composti usando prodotti aperti”.

Fare chiarezza sullo svapo

Tra i timori più diffusi c’è anche quello legato al falso mito dell’“acqua nei polmoni”. Anche su questo punto Cristiano vuole fare chiarezza.

“La percentuale di acqua contenuta nei liquidi è molto bassa, nella stragrande maggioranza dei liquidi è nulla. I liquidi da inalazione sono composti dagli stessi prodotti usati per i preparati per aerosol. Tutto il vapore aspirato con la sigaretta elettronica viene poi espulso nella fase di espirazione.”

E aggiunge un esempio significativo:

“Basti pensare che in Inghilterra all’interno degli ospedali ci sono negozi di svapo, a cui i medici si affidano per l’assistenza al paziente fumatore che ha necessità di smettere”.

Un settore in crescita, tra esperienza e responsabilità

La storia di SvapoCafè nasce quindi da un’esperienza personale, si sviluppa grazie allo studio e all’ascolto del cliente e cresce con un obiettivo preciso: offrire ai fumatori adulti un’alternativa strutturata, consapevole e seguita con competenza.

Un percorso fatto di esperienza diretta, impegno quotidiano, assistenza, qualità dei prodotti e attenzione costante alle normative. Ed è proprio questa combinazione che ha portato l’azienda ad aprire nuovi punti vendita e a consolidare la propria presenza sul territorio.

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